
Il sindaco di Scalea Mario Russo ne è pienamente convinto: la discarica di Scalea è perfettamente a norma. Lo ha ripetuto in un intervista fatta a Verbicaro: " se ci sono problemi sui rifiuti, - ha aggiunto Mario Russo - questo è colpa della Regione e del Governatore Loiero, che ancora non hanno approntato un serio piano dei rifiuti", dimenticando la gestione Chiaravalloti di centro destra ed i soldi rubati e portati in Svizzera in una valigetta. Il sindaco Mario Russo è proiettato verso la regione e quindi tutto ciò che ora dice va tutto in quella direzione. Deve assolutamente far dimenticare ai cittadini di Scalea, quel regalo che due anni fa ha fatto loro , approntando una discarica a pochi chilometri dal suo ridente e turistico paese. Le proteste però non si dimenticano. L'estate scorsa tutta Scalea è stata invasa dalla puzza proveniente dalla contrada Piano dell'Acqua. Proteste che si sono associate a quelle già avviate sin dall'apertura della discarica nel 2007 . Una protesta che in un afosa giornata di luglio vide la scarsa partecipazione degli stessi scaleoti, i quali evidentemente credevano ancora nelle parole del loro sindaco. Quella discarica doveva essere una piccola discarica e solo per il comune di Scalea. Ed invece diventò subito dopo una discarica consortile con l'arrivo di immondizia proveniente da tutti i comuni della costa. Ora quella discarica è satura e si è allargata fino a soli cento metri dalle abitazioni della contrada Piano dell'Acqua . Una montagna di rifiuti , sempre più pericolosa che un solo ruspista deve rimettere a posto ogni quarto d'ora restando al centro dell'immondezzaio senza mascherina di protezione né tute adeguate. Si dice che già un altro operaio che lavorava nella discarica, sia morto per le esalazioni e che la famiglia abbia aperto una causa di lavoro contro la ditta proveniente da Castrovillari. Qualcosa aleggia attorno a questa discarica. Non solo la puzza. La gente fa fatica a parlarne. Si dicono tante cose. Di auto bruciate, di intimidazioni occulte, di telefonate anonime, di strani avvertimenti che alcuni cittadini abbiano ricevuto, non si sa da chi. Tutto questo vociare basta per tappare le bocche. Di certo c'è che alcune famiglie se ne sono andate da quel luogo di morte. Chi lo ha potuto fare lo ha fatto subito. Come una coppia di pensionati, dediti alla piccola agricoltura, che si è trasferita a Santa Domenica Talao, dopo che all'anziana donna veniva riscontrato un tumore nella bocca. I due pensionati hanno preferito trovare una casa in affitto altrove, piuttosto che restare nella loro casa di proprietà a cento metri dalla discarica e dalle sue pericolose esalazioni. Il pensionato è molto amareggiato. Ha sfiducia completa nelle istituzioni dalle quali si sarebbe atteso un intervento immediato. Eppure le denunce le hanno fatte e coraggiosamente firmate. Ma nessuno è intervenuto. Forse come dice il sindaco, perché la discarica di Scalea è progettata a norma. Ma il problema non è solo la puzza, ma anche le acque del percolato. E' Antonio Pappaterra, ambientalista e Presidente dell'Associazione la Scossa che ci accompagna sul posto. Da una stradina in prossimità della Stazione ferroviaria si giunge in un terreno di proprietà di un privato . Qui abbiamo potuto constatare l'esistenza di un piccolo laghetto, puzzolente e pieno di schiuma. "Qui è probabile che arrivino le acque del percolato della discarica" ci dice Pappaterra. " Nonostante le denunce nessuno è intervenuto. Le acque da qui si incanalano nel Canale Cornale, e da qui sfociano nel mare, nei pressi di Torre Talao. "Come già denunciato dai Verdi di Scalea, alle Autorità competenti e all'Amministrazione comunale - sottolinea in una nota Antonio Pappaterra - dopo un mese dalla segnalazione non c'è stato nessun intervento da parte di nessun organo istituzionale interpellato. Dalle immagini attuali della situazione del canale, si rileva chiaramente, che le acque schiumose e puzzolenti del Cornale scaricano nel Canale Tirello, ed è evidente lo scempio ambientale e dannoso che questi fluidi provocano alla natura e alla salute dei cittadini di Scalea.
Le denunce arrivarono anche dalla Federazione dei Verdi di Scalea, tra gli organizzatori della manifestazione del 2007 contro l'apertura della discarica. Nella denuncia il portavoce dei verdi Palmiro Manco scrisse " che, probabilmente, gli scarichi di percolato della discarica, situata a circa 200 metri dal luogo d'accumulo del refluo acquoso, sono la causa del danno ambientale che si ripercuote silenziosamente sulla salute dei cittadini. Ancora non si conoscono quali siano le influenze sull'incremento in percentuale dei tumori relative a questo tipo di inquinamento , ne si può definire con certezza se l'inquinamento provocato dalle "discariche senza rifiuti selezionati", in genere, siano causa principale del male del secolo, ma sicuramente l'incuria con la quale viene trattata una zona dove si riconosce, anche storicamente, la presenza di falde acquifere importanti per il territorio, non diminuisce la gravità del rischio. Per questo ancora una volta, è lecito chiedere al Sindaco di Scalea, Mario Russo, e all'Amministrazione comunale, perché non c'è stato nessun intervento in merito alla questione posta dai cittadini e dalla federazione dei Verdi, volta a prevenire un caso di emergenza ambientale e di rischio per la salute dei cittadini?"
Sul caso c'è una condivisione d'istanza anche del Comitato Difesa Ambiente di Scalea e Santa Domenica Talao e il Portavoce dei Verdi, Palmiro Manco, ha fatto proposte precise di controllo del percolato, però, ancora si attende, dopo il tempo trascorso dalla denuncia, di sapere l'esito degli interventi. Lo scolo del percolato non è cosa di poco conto. Se è vero che questo arriva nel mare antistante Scalea la cosa è di una gravità assoluta e le responsabilità a proposito sarebbero gravissime sia dal punto di vista penale che politico. I verdi di scalea lo avevano già posto questo problema in un comunicato ed avevano chiesto alle autorità competenti come fosse avvenuta la gestione del "percolato della discarica", perché si presume che l'inquinamento del canale "Cornale" affluente principale del canale Tirello sia fortemente inquinato da scarichi di percolato da discarica , << questo ancora non possiamo affermarlo al 100% ,affermano i Verdi ma poiché abbiamo seguito il percorso del canale ed abbiamo riscontrato che nelle vicinanze non sussistono nè abitazioni, nè officine o altro che possa indurre a considerare fonte di inquinamento, è naturale quindi indicare come maggiore causa dell'inquinamento la discarica comunale poiché si trova a soli 200 mt di distanza e che tra l'altro costeggia il canale >> . La nota dei Verdi continua "con la richiesta di intervento delle forze di polizia ambientale, nonchè degli enti preposti al controllo -
" sicuramente dopo questa nostra segnalazione a mezzo stampa, - è scritto- dove per altro chiediamo l'intervento delle forze dell'ordine "specializzate" sulla questione ambientale come i Carabinieri del NOE , Guardia Forestale, Guardia di Finanza, la Polizia Provinciale e Municipale, enti come l'ASP (Azienda Sanitaria Provinciale), che sicuramente interverranno con i mezzi giusti e più adeguati, per conoscere il reale stato dell'ambiente del canale "Cornale". Per tutto ciò descritto, inoltre chiediamo all'amministrazione comunale la diffusione dei dati delle bolle di carico e scarico dell'anno 2008, riguardante il percolato smaltito in impianti di depurazione. E le relazioni tecniche inerenti al controllo ed alla manutenzione dell'impianto. E' come partito chiediamo anche l'intervento della Regione Calabria, con la struttura dell'ARPACAL per le analisi sia del sito che delle acque e l'eventuale bonifica ".
Naturalmente in risposta a tutto questo c'è stato solo silenzio. Silenzio che adesso un "Comitato popolare per la bonifica e chiusura della discarica ", nato da poche settimane vuole rompere. Ne seguiremo senz'altro i suoi passi e le sue iniziative per dare giustizia a quelle famiglie che vivono a cento metri dalla montagna di rifiuti e per dare la possibilità a chi se ne è andato, di poter ritornare nei propri luoghi e viverci felicemente come è giusto che sia .
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